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venerdì 2 dicembre 2016

A Torino, 60 anni fa: "E' LA LOTTA FINALE"

Pubblichiamo la traduzione della lettera (nonché le immagini della medesima) inviata da Guy Debord a Piero Simondo sessant'anni orsono, verosimilmente nel dicembre del 1956. Il testo della lettera riporta le precise indicazioni di Debord in merito alla mostra sul M.I.B.I. (Movimento per una Bauhaus Immaginista) organizzata a Torino presso l'Unione Culturale dal 10 al 15 dicembre 1956.  Il progetto di mostra fa seguito al "Congresso Mondiale degli Artisti Liberi", tenutosi ad Alba nel settembre del 1956. 
Il documento originale è conservato presso l'Archivio Simondo di Torino (*). 


Lunedì [... dicembre 1956?]

«Caro Piero,
Siamo contenti che la manifestazione di Torino possa farsi. Ma sarà il 10 [dicembre 1956, ndr.] (ancora 5 giorni di ritardo sui tempi previsti). Qui sono tutti senza soldi. Abbiamo provato a partire in macchina, in quattro. Ma non siamo riusciti a trovare i 50 litri di benzina necessari al viaggio, qui sono cominciate le restrizioni e il mercato nero non è ancora organizzato.
Ecco cosa possiamo fare:
Uno di noi (forse Asger [Jorn, ndr.]) arriverà ad Alba sabato sera. Vi porterà 8 o 10 quadri per la mostra e una registrazione di circa un’ora per la conferenza. Mi raccomando fatevi dare in anticipo le poche migliaia di lire che gli organizzatori vogliono pagarci.
Bisognerà che vi procuriate un registratore, per far sentire la nostra registrazione. Domenica dovrete anche inquadrare alla meglio i quadri che vi inviamo. E’ importante, per i quadri «lettristi» indicare al loro fianco i titoli, che sono molto lunghi (saranno scritti al contrario, vi invieremo dei fogli con i titoli scritti a macchina). Ti invio in allegato il foglio da far stampare come invito e documento della manifestazione. Spero che avrete il tempo di farlo. 

Anche qui abbiamo delle difficoltà nel preparare la mostra di Bruxelles [presso la Galleria "Taptoe", ndr.], perché dobbiamo scrivere anche il contenuto di un numero speciale della rivista edita da Taptoe. 
E' quasi certo che avremo anche una mostra a Parigi, il 15 marzo [del 1957, ndr.]. 
Come vedi, gli affari del Bauhaus marciano bene, ma un po' troppo velocemente per i nostri attuali mezzi. E' problematica soprattutto la questione degli spostamenti attraverso l'Europa. Bisogna arrangiarsi, ogni volta, con il massimo di quello che possiamo riunire sul posto. Per esempio, se la nostra mostra a Parigi si dovesse fare, penso che la tua presenza sarebbe più utile che a Bruxelles. Naturalmente se poteste venire in entrambe le occasioni sarebbe ancora meglio. 
Per riassumere, per Torino, potete contare come minimo su quello che vi annuncio ora. E forse, se le cose vanno bene, un po' di più.
Con amicizia a tutti, grazie di nuovo per l'accoglienza ad Alba.

Guy

Indicazioni per la composizione del testo

1 - ogni frase deve essere in un carattere diverso (soprattutto dal punto di vista della taglia, della dimensione dei caratteri)
2 - l’ultima frase (E’ LA LOTTA FINALE) deve essere in caratteri molto grandi, in uno stile da «manifesto».
3 - Inquadrate tutto il testo con la frase di invito. Naturalmente, completatelo con le indicazioni del luogo e delle date - cancellate o aggiungete i nomi nella lista dei partecipanti.
4 - Tradurre d’urgenza in italiano e stampare il documento fronte e retro, da un lato in francese, dall’altro in italiano.
5 - Inviateci un certo numero di esemplari così da poterli distribuire a Parigi.
»



Guy Debord, Lettera a Piero Simondo, testo manoscritto, s.l., n.d. [dicembre 1956?], Archivio Simondo, Torino.



(*) I diritti d'autore sul documento appartengono all'Archivio Simondo, e sono disciplinati nei termini della licenza "Creative Commons - Attribuzione non commerciale - non opere derivate 3.0 Unported”: è pertanto consentita la riproduzione, parziale o totale, del documento e la sua diffusione per via telematica a uso personale dei lettori, purché non sia modificata né utilizzata a scopo commerciale e l'autore e i riferimenti contenuti siano correttamente citati. 






Guy Debord, Lettera a Piero Simondo, testo manoscritto, s.l., n.d. (dicembre 1956?), Archivio Simondo, Torino.


M.I.B.I., E' LA LOTTA FINALE, testo dattiloscritto, s.l., dicembre 1956, Archivio Simondo, Torino.

venerdì 14 ottobre 2016

Simondo e l'Internazionale Situazionista

Il 2017 si sta avvicinando e con esso il sessantesimo anniversario della fondazione dell'Internazionale Situazionista, a Cosio d'Arroscia. A tale proposito, recuperiamo alcuni passaggi della bella intervista fatta a Piero Simondo da Federico Callegaro nel 2013, in occasione della personale del Maestro tenutasi a Torino nel 2013, curata da Marisa Vescovo.
L'intervista completa è pubblicata su futura.unito.it/blog/
Ringraziamo l'autore, Federico Callegaro, per la condivisione dei testi qui riportati.


Federico Callegaro: Cosa si proponeva di fare l’Internazionale Situazionista?
Piero Simondo: Creare situazioni, che, secondo Debord, voleva dire cambiare il mondo, e scusate se è poco. Come doveva farlo? difficile a dirsi. Il problema è: le situazioni si possono creare o, in realtà, sono loro che creano noi? La nostra stessa nascita ci situa in qualche modo e da qualche parte. Banale, ma vero /.../

FC: Cosa intendevate con potenziale rivoluzionario del tempo libero?
PS: In fondo è banale: il tempo occupato, se si lavora, è più faticoso e stancante di quello in cui non si fa niente, salvo vivere il più “disoccupativamente” possibile. In un certo senso è una rivoluzione rispetto alla solita vita lavorativa: si dorme, si mangia, ci si gratta, si amoreggia (se possibile) e via dicendo. E’ tempo libero. Che il lavoro lo facciano le macchine o altri, così stupidi da non averlo capito /.../

FC: Che relazione ebbe l’Internazionale con il 68 francese? Furono la sua popolarità e le numerose adesioni a portarlo allo scioglimento?
PS: Il ’68 francese, inteso come movimento studentesco, viene dieci anni dopo e non saprei dire che rapporto ci fu, se ce ne fu uno, con il “Situazionismo”, che, come movimento “politico” non era praticamente mai esistito. I sessantottini erano i figli di una ben pasciuta borghesia, che poteva permettersi di mantenerli agli studi /.../



I fondatori dell'Internazionale Situazionista a Cosio d'Arroscia nel 1957.
Da sinistra a destra: Pinot Gallizio, Piero Simondo, Elena Verrone, Michèle Bernstein, Guy Debord, Asger Jorn e Walter Olmo (Archivio Simondo).

venerdì 23 settembre 2016

Nasce laboratorioSimondo

Benvenuti a tutti!
Oggi nasce laboratorioSimondo, il blog che racconta le opere, il pensiero e gli eventi legati al percorso artistico e intellettuale di Piero Simondo: dall'incontro con l'avanguardia al Situazionismo, dalle esperienze militanti ai laboratori didattici fino alle produzioni più recenti, dai volumi a stampa ai testi non ancora editati.
Appoggiandoci al lavoro di studio e classificazione che l'Archivio Simondo ha svolto (e sta svolgendo) in questi mesi, pubblicheremo un post alla settimana rivolgendo lo sguardo non soltanto al passato ma anche ai riflessi che l'opera di Simondo presenta al giorno d'oggi.

Restate in contatto!

Piero Simondo nel 1963, davanti ad una sua scultura.